Legno di pero

Legno di Limone

Legno di Bosso

 


Primi passi

Segue

 

Costruzione del cantiere:

Per prima cosa, dopo un’attenta analisi dei disegni ho iniziato la costruzione dello scaletto che ospiterà la chiglia e le costole della nave, ho preso una tavola di multistrato da cm 2,5 di misura adatta, rinforzata da 2 longheroni in massello di cm 7x4,5 ho riportato tutte le linee delle costole dal disegno al piano, poi su una tavola di multistrato di spessore più piccolo ho incollato il disegno della vista dall’alto dello scafo, ho sovrapposto le due tavole, ho praticato otto fori per poter inserire otto perni di barra filettata per poter distanziare le due tavole ad una distanza adatta (il punto più largo dello scafo), ho praticato il foro seguendo la linea esterna dello scafo, ho assemblato il tutto, il risultato nella foto. Come noterete mancano ancora i supporti per i dritti di poppa e di prua.

 

La chiglia:

Finito lo scaletto ho iniziato la costruzione della chiglia, ho preso una tavola di Pero molto stagionata acquistata presso un restauratore di mobili, grande cm 230x30x6,5 da cui ho ricavato tutte le tavolette necessarie per la costruzione della chiglia e dei quinti. A questo punto dopo aver fatto le fotocopie dai piani originali ho incollato i disegni dei pezzi sopra la tavoletta di pero del giusto spessore e li ho segati con una piccola sega a nastro con la lama da 6 mm, ho scelto questo attrezzo perché permette di seguire la linee con tagli precisi, così da evitare di asportare troppo materiale con il nastro abrasivo.
Come noterete questo diario è accompagnato da molte foto che ritengo molto più esaustive di mille parole. Nella foto si vedono i pezzi del dritto di prua pronti per essere incollati nelle foto seguenti i dritti di poppa e prua terminati.

 

 

 

Nella foto a fianco si notino gli scassi per l’alloggiamento dei quinti, per questa lavorazione ho usato la sega circolare con l’aiuto del carrello, alcuni scassi li ho dovuti fare a mano in quanto il pezzo presentava spessori differenti, la lavorazione in questo caso non presenta difficoltà particolari, solo molta attenzione e precisione nel rispettare i piani, da notare anche la battuta eseguita col truschino autocostruito con una vecchia lama per sega a ferro lavorata con limette e fresa, vedi foto sotto.

Il Truschino

 

 

La chiglia terminata:

 

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L'arsenale nel XVIII° secolo

 


 

 

 

 
 

Note

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