Modellismo navale statico

Modellismo navale statico

Modellismo navale statico

Modellismo navaleUn’altra circostanza di natura meno elevata ma non meno grave, condusse la marina britannica sulla strada della praticità quotidiana piuttosto che su quella della rarefatta teoria: i querceti inglesi e le pinete scozzesi, da sempre orgoglio dei costruttori, verso la meta del XVIII secolo erano ormai ridotti ad uno stato di irreversibile esaurimento, le colonie potevano si fornire degli ottimi legnami esotici, quali teak, sissoo e mogano, ma il loro trasporto in patria, oltre che costoso era esposto a tutti i rischi del mare, umani (acts of man) e meteorologici (acts of God). Gli inglesi furono pertanto costretti ad usare nel modo più razionale possibile tutto il legname a loro disposizione, scarti inclusi, ottenendo per altro risultati sorprendenti e scoprendo soluzioni tanto valide quanto quelle “ortodosse”(notissima quella sui braccioli). Se gli atti della francese ACADÉMIE ROYALE DES SCIENCES sono ammirevoli per il loro contenuto di eccelso valore scientifico e tecnologico, quelli dell’inglese SOCIETY FOR THE ENCOURAGEMENT OF THE ARTS non sono da meno per la straordinaria ingegnosità inglese nel risolvere problemi pratici. Due degli argomenti in essi contenuti dimostrano in particolare quanto la penuria di stortame, cioè la qualità di legname più rara e costosa,fosse sentita nei cantieri inglesi; nel primo caso un inventore fu premiato per aver risolto il problema alla radice, o piuttosto al tronco, facendo crescere le querce già storte per mezzo di venti opportunamente orientati. Un secondo inventore realizzo un prototipo di una macchina per curvare il legname fino alla forma voluta. La storia della tecnologia navale britannica dell’ultimo quarto del XVIII secolo al primo del XIX, è costellata di simili ingegnose invenzioni, alcune vistose come il bozzellificio di Brunel o modeste come quella dei querceti “a curvatura obbligata”, alle quali va attribuito il merito, insieme alla tenacia del popolo inglese, di aver superato uno dei periodi più difficile della sua storia. Mentre la vocazione marittima della Gran Bretagna è sempre stato un fatto necessario per ragioni geografiche, queste stesse ragioni hanno richiamato la Francia ad una vocazione continentale prioritaria(esigenze diverse come vedi Alessandro). Ora se è vero che gli interessi vitali di una nazione tendono a riunire in potenti caste le persone che tali interessi difendono, non meraviglia che in Inghilterra la reale marina fosse intoccabile quanto l’esercito in Francia, e neppure che fosse tanto facile costringere al rinnovamento degli organismi tanto gelosi di se. Non è superfluo ricordare che ai Francesi occorsero una rivoluzione ed un geniale autocrate per demolire la vecchia casta militare e crearne una nuova e più efficiente, mentre gli inglesi non poterono mai dimenticare fino ai giorni nostri, l’esperienza cromwelliana".